
Madame Bedford e un leggero languorino
10 aprile 2026
Da una semplice merenda ad un simbolo culturale. L'Afternoon tea raccontato in quasi sue secoli di storia.
Il salotto di Madame Galatina
Benvenuti cari amici lettori,
al consueto appuntamento dei nostri appassionati venerdì.
Spero che siate in compagnia della vostra tazza preferita, quella leggermente segnata dal tempo o lievemente scheggiata a guardarla bene, ma che è sempre in grado di regalare quella sensazione di protezione, come spesso un caro oggetto può fare.
Che parola autentica, bellissima, proteggere. Non trovate anche Voi?
Cari amici oggi l’emozione mi pervade poiché sono di ritorno dai preparativi di un evento a noi caro, un Afternoon Tea a tema Galateo. Il mio cuore è raggiante.
Immaginate un Borgo, in cima ad una collina vestita a festa di piccoli fiori, un maestoso glicine a richiamarne l’ordine, vigneti che si mostrano senza fretta, con dolcezza, che lasciano spazio ai pensieri più profondi, a rari e profondi respiri.
Il mio compito sarà quello di intrattenere gli ospiti con nozioni di Buone maniere (questa materia che sì tutti noi tentiamo di proteggere) durante la sontuosa merenda che si terrà nel mese di maggio. Spero di raccontarvi in seguito qualche dettaglio interessante.
Ma, lettori cari, mi rendo conto, discorrendo di pomeriggi e di Tè, che non abbiamo ancora avuto l’occasione di parlare di quale significato abbia l’Afternoon Tea, quando sia stato così chiamato, le sue storiche origini.
Non trovate che meriti ad onor del vero una piccola presentazione?
Avete ragione, assolutamente sì.
Adesso stuzzichiamo le nostri menti, XIX secolo, abiti lunghi e riccioli d'oro, servizi preziosi, ville e magnifici giardini dove le fanciulle erano solite studiare e avere contatti con la società.
Come avremo chiaro, per le donzelle, la vita sociale in quell’epoca si svolgeva proprio nelle case, dove pomeriggi, serate a tema e feste erano sì occasioni di svago ma principalmente momenti di incontro, per essere presentati in società alle persone così definite, giuste (ricordiamoci nella sfera aristocratica era vietata l’autopresentazione, considerata un gesto troppo audace, eh sì amici).
Ricordo che nulla di quanto scritto sarà oggetto di critiche, solo di una serena analisi.
Ma torniamo alla nostra storia cari lettori, per incontrare Lei, Anna Maria Russell (1783 – 1857), settima Duchessa di Bedford nonché dama di corte della Regina Vittoria, che in usuale pomeriggio dell’anno 1840, sentì una mancanza di forze e un leggero languorino. Sono le 16, e il pasto serale sarebbe stato servito tra qualche ora, insomma, un’eternità.
Come risolvere dunque? Chiedendo che le fosse servito del Tè accompagnato da burro, pane e qualche dolcetto.
Questo pian piano divenne dapprima un semplice appuntamento per la Duchessa, poi una sempre più gustosa abitudine.
Tanto che iniziò a voler condividere questo momento, invitando amici ad unirsi a Lei. Panino dopo panino, scone dopo scone, ben presto, in tutti i salotti inglesi più rispettabili l’Afternoon Tea divenne dapprima una leggiadra abitudine e senza esitazioni ben presto un forte emblema della cultura britannica.
Si crearono del tempo due eventi distinti, Low tea e High tea.
La sostanziale differenza la incontriamo su di un tavolino, sì amici lettori.
Il classico Afternoon tea o Low tea (tè basso) veniva servito dalle classi aristocratiche intorno alle sedici, su tavolini bassi (chiamati in seguito anche coffee table),e chi godeva di questi momenti conversava su comodi divanetti, gustando piccoli dolcetti, scones con clottedcream e marmellata di fragole, mini panini, una sorta di proposta finger food come lo chiameremmo oggi.
Al contrario il High tea (tè alto) veniva presentato sui tavoli da pranzo quasi come un pasto, e consumato in realtà dalla classe media lavoratrice. Servito fra le cinque e le sette di sera a volte in sostituzione del pasto serale, con tipici piatti sostanziosi come carne, patate e altre pietanze.
Sebbene non ci siano prove tangibili assolute riguardo questa narrazione, noi vogliamo concedere alla Duchessa l’invenzione di una così significativa eredità simbolica e culturale della società inglese e non solo.
Come ogni momento sociale che si rispetti, anche l’Afternoon tea venne codificato con regole ben precise vi starete chiedendo?
Posso dirvi che esiste una società inglese ad aver nel tempo definito queste indicazioni, che hanno voce in capitolo sia sui tipi di dolci da servire e come siano essi cucinati, sia su come attenersi al giusto comportamento.
La Cream Tea Society si occupa di tutto questo, oltre che di raccogliere fondi benefici e divulgare e promuovere la merenda inglese per eccellenza.
Per i miei precisi lettori, ecco alcune regoline di buone maniere stilate proprio dalla Cream Tea Society, nulla di complicato, ma del resto, fossimo invitati a corte un giorno, dovremmo saper bere il nostro Tè al meglio, non trovate?
Prima indicazione, meglio ribadirla e chiarirla, lunga lotta al mignolino alzato, meglio sollevare la tazzina tenendola fra pollice e indice, nulla di più, e fin qui amici lettori, tutti preparati.
Cucchiaini sul tavolo, no please, si appoggiano sul piattino, evitando così di macchiare quelle stupende tovagliette da tè bianche e ricamate, l’abc insomma.
Chi versa il Tè? Come accade per il caffè, un prodotto di pregio, è quasi sempre la padrona di casa a servirlo (da valutare contesto e grado di formalità sia chiaro), ma in genere, la persona più vicina all’elegante teiera avrà il compito di servirlo.
Se mai vi capitasse di partecipare ad un vero Afternoon Tea inglese, gli amati scone non mancheranno,e allora alcune semplici regole per gestirli. Gli scone si presentano come dei mini panini tondeggianti con una riga al centro, ecco, vietato tagliare con il coltello gli scone amici, evitiamo di sbagliare proprio a corte, suvvia.
Apriremo lo sconea metà con le nostre mani, seguendo questo taglio, sì amici, potete credermi, con le mani e a questo punto potrete farcirlo con l’immancabile clotted (una crema di cui gli inglesi vanno molto fieri) e dolce marmellata di fragole.
Ciò che accadde ai primi del nuovo secolo e fino alla prima metà del novecento, con due guerre inenarrabili che cambiarono radicalmente le persone e con esse le loro abitudini , fu che il nostro amato Afternoon tea perse di frequenza, per dare spazio a necessità più pratiche, di rinascita, e ricordiamo che il Tè veniva fortemente razionato. Sopravvisse comunque a periodi bui, cercando per quanto possibile, di restare il icona indiscussa di attimi di felice comunione, seppur meno opulenti.
Con l’avvento dei moderni bar, l’abitudine stava perdendo il suo appeal, ma la storia portò con sé un’altra grande ondata da superare, la crisi degli anni 2008/2009.
Ed è proprio in questo frangente che la merenda più famosa di sempre riscala nuovamente il podio tra gli appuntamenti sociali.
Al contrario di quanto accadeva nei salotti e nei giardini nel 1800, dove l’AfternoonTea era considerato uno status sociale e per questo quasi esibito, al contrario, ciò che lo riporta a vivi splendori è proprio un periodi di ristrettezze economiche, dove si riscoprono momenti a casa tra amici e pomeriggi in buona compagnia.
Due mondi agli antipodi se ci pensiamo amici lettori, dalla Duchessa Anna sino ai nostri giorni, modi di vivere che attraversano i tempi, eppure, il pensiero vola ad una semplice tazza di Tè, che è stata in grado di diffondere, varcando migliaia di porte e occasioni, quanto di più caro possediamo.
L’accoglienza, la cura, la condivisione, il tempo prezioso con chi amiamo.
Sarà solo una calda bevanda? Solo un momento leggero durante la giornata?
Può darsi, e in parte lo è.
Ma per noi, cari lettori, custodirà sempre un valore inestimabile.
“Se hai caldo, il tè ti rinfresca, se hai freddo, il tè ti riscalda,
se sei depresso, il tè ti tirerà su, se sei nervoso, il tè ti rilasserà”
- William EwartGladstone (primo Ministro del Regno unito dal 1874 al 1894)
Con una tazza di Tè bianco, vi do appuntamento al prossimo venerdì.
Un caro saluto a Voi
Madame Galatina
